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Bambini

Il ruolo dei genitori


Una volta accertato che Vostro figlio ha una perdita uditiva, per Voi e per la Vostra famiglia inizia un periodo sotto ogni aspetto, impegnativo.

All’inizio probabilmente Vi sentirete scioccati e piuttosto disorientati. Può essere difficile accettare ciò che Vi stanno comunicando i medici.

Forse non sarà semplice ammettere che questo stia accadendo proprio a Vostro figlio, ma questa reazione è assolutamente normale. In questa prima fase Vi potreste sentire tristi ed ansiosi, e guardando al futuro, porvi delle domande, quali: "Il mio bambino imparerà a parlare?" "Mio figlio farà amicizia con altri bambini?" "Mio figlio potrà crescere normalmente, ricevere un’istruzione e inserirsi nel mondo lavorativo?" Queste preoccupazioni sappiate, sono del tutto comprensibili.

Bisogna imparare ad accettare il bambino con i suoi pregi ed i suoi difetti riconoscendo che nessuno è responsabile della sua menomazione. Solo attraverso esatte informazioni di base ed un valido aiuto psicologico con l’Audioprotesista, si può uscire dallo shock e dall’angoscia consequenziali alla diagnosi di sordità.

Ci si deve convincere che quel bambino ha solo bisogno di affetto e di aiuto per cui specie la madre, deve motivarsi in un lavoro attivo sin dai primi mesi dell’applicazione protesica, affinchè possa instaurarsi una comunicazione corporea, visiva e orale. Diventa fondamentale che la mamma parli al piccolo e che questo interagisca con essa ed apprezzi gli stimoli che raggiungono i centri cerebrali attraverso il residuo uditivo ampliato da una idonea e corretta protesi acustica. Così probabilmente dopo aver trascorso un po' di tempo, sarete in grado di andare avanti autonomamente e di accettare la sordità di Vostro figlio come si accetta l’applicazione di un’occhiale.

Pertanto, accettata la protesizzazione, è necessario che sappiate gestire la funzionalità della sussidio uditivo, comunicando all’Audioprotesista ogni possibile cambiamento del modo di percepire del piccolo. È necessario che partecipate attivamente alle sedute di adattamento protesico e collaborate con la Logopedista affinché, si rispettino scrupolosamente le tappe fisiologiche dell’evoluzione del linguaggio.

Nessuna coppia di genitori affronta nello stesso modo una situazione simile; il modo in cui accettate e gestite questa situazione è un fattore molto personale e individuale e che richiede di volta in volta un iter diverso. Ricordate, non esiste colpa, non deve esserci paura. Il problema va affrontato senza risentimenti e l' attenzione deve essere continua, l' impegno incessante, fino agli anni della scuola, dell' adolescenza, dell' eta' adulta, perche' infine questi soggetti possano restituire alla societa' quelle energie e quelle forze produttive che la societa' stessa investe sulla loro persona. Potrete anche utilizzare questo sito web per conoscere le risposte alle domande più frequenti, o spedire le Vostre domande e, saremo lieti di rispondervi.